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Il mercato degli pneumatici Premium beneficierà della crescente diffusione delle vetture alto di gamma europee nei paesi in rapido sviluppo.

Il mercato degli pneumatici Premium beneficierà della crescente diffusione delle vetture alto di gamma europee nei paesi in rapido sviluppo.

I fattori esterni che impattano sul settore automotive sono diversi: dai trend macroeconomici, agli obblighi normativi, alle nuove abitudini di consumo e gli stili di vita. Tutti elementi che concorrono a creare un contesto esterno in continua evoluzione. Il trend demografico mondiale porta a profondi cambiamenti. La domanda di beni e servizi di lusso è in crescita, così come quella di tecnologie sempre nuove, non solo nell’industria automobilistica ma anche in moltri altri settori ad essa correlati. Contestualmente, sul fronte regolatorio, sorgono maggiori vincoli a livello nazionale e internazionale

Opportunità del Premium

Nel mondo ci sono oltre 1 miliardo di auto in circolazione, il 9% delle quali appartiene al segmento Premium. Questa percentuale è destinata ad aumentare: i consumatori preferiscono i beni di fascia alta e la nuova classe media nei paesi a più rapido sviluppo sceglie le auto Premium europee piuttosto che i brand locali. Nel 2014 sono state vendute oltre 8 milioni di vetture Premium, vale a dire il 10% delle vendite complessive di auto nel mondo.
L’Europa e il Nord America hanno rappresentato il 63% delle vendite di nuove auto Premium e l’area Asia-Pacifico il 29%. A seguito dell’elevata crescita degli ultimi anni, la Cina è, dopo gli USA, il secondo mercato Premium al mondo. I consumatori cinesi hanno spiccate preferenze per le case auto europee, che nel 2014 hanno totalizzato il 70% delle vendite Premium nel Paese. Proprio quelle case auto che sono fra i migliori clienti di Pirelli.

Una tale crescita è una vera e propria opportunità per il settore pneumatici. Su circa 1,4 miliardi di pneumatici car e light truck venduti nel 2014, il 30% è stato destinato al primo equipaggiamento di nuove vetture e il 70% al mercato dei ricambi, meno soggetto alle dinamiche del mercato automobilistico.

I consumatori preferiscono i beni di fascia alta e la nuova classe media nei paesi a più rapido sviluppo sceglie le auto Premium europee

Gli pneumatici Premium hanno storicamente registrato una crescita tre volte superiore al resto del mercato, una tendenza ancora più evidente nel 2014. Il mercato globale degli pneumatici Premium, infatti, ha registrato un aumento del 10%, mentre la crescita in quello non Premium è stata decisamente inferiore (+1,3%).

Gli pneumatici Premium rappresentano attualmente il 24% del mercato complessivo e secondo le previsioni dovrebbero arrivare al 25% nel 2015. La crescita del mercato Premium nel 2015 rispetto al 2014 è stimata al 7%, a fronte di una crescita del 2,5% per il mercato complessivo degli pneumatici.

Per essere sempre all’avanguardia, i designer di auto Prestige e Premium devono costantemente migliorare le prestazioni dei loro modelli, con una conseguente maggiore complessità per i produttori di pneumatici. Pirelli è fra i pochi player ad aver un chiaro focus sul Premium ed abbiamo brevettato tecnologie produttive in grado di gestire questa crescente complessità e varietà di prodotti, mantenendo i costi sotto controllo. Molti dei principali produttori di pneumatici del mondo realizzano prodotti alto di gamma ma nessuno è così focalizzato sul Premium così come lo è Pirelli.

Gli pneumatici Premium rappresentano attualmente il 24% del mercato complessivo e secondo le previsioni dovrebbero arrivare al 25% nel 2015. La crescita del mercato Premium nel 2015 rispetto al 2014 è stimata al 7%, a fronte di una crescita del 2,5% per il mercato complessivo degli pneumatici.

Più connettività, Big Data e nuove tecnologie

Il mondo ruoterà sempre più intorno alle città. Gran parte della popolazione sta migrando dalle aree rurali per beneficiare delle maggiori opportunità di lavoro. Saranno 600, secondo le stime, le grandi città che contribuiranno in modo significativo alla crescita globale nei prossimi vent’anni.

Pirelli opera attraverso due divisioni: Consumer (pneumatici per auto e moto) e Industrial (pneumatici per veicoli commerciali, autobus e mezzi per l’agricoltura).
Pirelli opera attraverso due divisioni: Consumer (pneumatici per auto e moto) e Industrial (pneumatici per veicoli commerciali, autobus e mezzi per l’agricoltura).

I nuovi consumatori che risiedono in queste aree urbane vogliono qualcosa che vada oltre il semplice prodotto. In società sempre più ricche ed esposte a cambiamenti, il poco tempo a disposizione spinge i consumatori a essere più esigenti verso la qualità dei servizi e la disponibilità dei prodotti. Ancora una volta, un’opportunità da cogliere. Il prossimo ventennio vedrà un rapido sviluppo dell’“Internet delle Cose”, ovvero della comunicazione da macchina a macchina, con un aumento esponenziale della quantità di dati fruibili sia dalle aziende sia dai consumatori.

Tutto ciò rappresenta un grande vantaggio. L’industria sarà in grado di rendere il processo produttivo ancora più efficiente attraverso l’analisi dei dati e potrà acquisire una quantità straordinaria di informazioni sulle prestazioni dei propri prodotti. Anche chi si occupa di marketing avrà accesso a una mole di informazioni impensabile in passato e potrà rispondere sempre meglio alle esigenze dei clienti.

Quasi tutte le realtà industriali nel mondo sono impegnate in una gara per sfruttare i “Big Data” così da ottenere un vantaggio competitivo.

Pirelli sta lavorando su progetti come il Cyber Tyre, le cui applicazioni si avranno sia nel Consumer sia nell’Industrial. Questa tecnologia è il risultato della collaborazione fra la divisione Ricerca e Sviluppo di Pirelli e la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano.

Il Cyber Tyre, grazie a un sensore delle dimensioni di un euro incorporato nello pneumatico, fornisce informazioni vitali sulle prestazioni del veicolo, sulle condizioni della strada e delle gomme. Attraverso una connessione wireless il sensore “dialoga” con il computer e la strumentazione di bordo, fornendo al conducente le informazioni raccolte. In un secondo tempo, tutte queste informazioni possono essere trasferite su un computer centrale perché vengano ulteriormente analizzate. Ciò si tradurrà in livelli di sicurezza e in prestazioni ancor maggiori.

Pneumatici e ambiente

Le città e le tecnologie si sviluppano, sottoponendo l’ambiente a sollecitazioni sempre maggiori. A partire dal Protocollo di Kyoto del 1997, che portò poi all’Accordo di Copenaghen del 2009 e a quello di Cancún del 2010, è stato sancito l’obbligo dei Governi di ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2). I trasporti hanno un’influenza primaria sulle emissioni, specialmente l’uso e la produzione di auto e della loro componentistica.

Tutto ciò fa sì che gli pneumatici, uno dei fattori che più di ogni altro influenza l’efficienza energetica di un’auto, siano oggetto di analisi molto attente. Le normative europee, americane e brasiliane sanciscono l’obbligo di ridurre il livello dei consumi di combustibile e tendono a favorire l’uso di auto ibride ed elettriche. Tutto ciò premierà quei produttori di pneumatici che immetteranno sul mercato i prodotti giusti.

Parallelamente, ai produttori di pneumatici è richiesto un minor consumo di energia, di risorse idriche e di materie prime. Tutte barriere tecnologiche per chiunque voglia entrare in questo mercato. I cambiamenti normativi, che pongono sempre maggior enfasi sulla sicurezza del veicolo, vanno a beneficio di quei produttori che si sono dotati di strutture di Ricerca e Sviluppo di elevato livello.

Pirelli sviluppa pneumatici “Green Performance”, le cui prestazioni massimizzano la sicurezza e il rispetto per l’ambiente. Nel 2014 gli pneumatici Green Performance rappresentano già una quota del 46% del nostro fatturato complessivo, in forte aumento rispetto al 35% del 2011. L’obbiettivo è di raggiungere il 48% nel 2017.

Inoltre, per i nostri prodotti ridurremo la resistenza al rotolamento del 40% rispetto al 2007 entro il 2020. Parallelamente stiamo lavorando sull’efficienza dei processi produttivi per limitare ulteriormente l’impatto ambientale e raggiungere ento il 2020 questi obiettivi di miglioramento rispetto al 2009: riduzione del 15% delle emissione di CO2, riduzione del 18% del consumo specifico di energia, riduzione del 58% del consumo specifico di acqua e aumento dal 73% al 95% del recupero degli scarti di produzione.

Ricavi globali di pneumatici A, B e C, secondo le normative europee sulla definizione del labeling dei pneumatici in rapporto alla resistenza al rotolamento e alla tenuta sul bagnato.

As technology and cities develop, so environmental pressures grow.
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