Scenario macroeconomico e di mercato

L’economia internazionale

L’attività economica globale ha registrato nel 2014 una crescita del PIL pari al 2,8%, in linea con i due anni precedenti ma con un maggior contributo dei paesi maturi. La crescita del PIL in Europa, Stati Uniti e Cina ha compensato la maggiore volatilità dei paesi emergenti, fra cui in particolare Sud America e Russia.

CRESCITA DEL PIL MONDIALE (VARIAZIONE ANNUA IN %)

Crescita del Pil Mondiale

Fonte: IHS, Gennaio 2015

Analizzando le dinamiche delle diverse aree geografiche, l’Europa ha registrato un graduale recupero dell’attività economica (+0,9% la crescita del PIL), manifestatosi in particolare nel Regno Unito, in Spagna e in Germania. L’andamento dell’economia europea ha tuttavia risentito del forte rallentamento dell’attività economica in Russia, colpita dalle tensioni geopolitiche, e dal rapido deprezzamento del prezzo del petrolio.

L’eccesso di capacità produttiva in alcuni settori e la domanda interna ancora debole hanno pesato sull’andamento dei prezzi: l’inflazione dell’Area Euro si è attestata allo 0,4% per il 2014 e allo 0,6% a gennaio 2015. In tale contesto la Banca Centrale Europea ha tagliato i tassi d’interesse due volte nel corso dell’anno ed ha potenziato le misure di stimolo monetario, culminate nel programma di acquisti di titoli di Stato annunciato a gennaio 2015.

Più sostenuta la crescita dell’economia negli Stati Uniti: +2,4% la variazione del PIL rispetto all’anno precedente accompagnata dalla riduzione del tasso di disoccupazione che a dicembre era pari al 5,6% a fronte del 6,7% dello stesso mese del 2013. La Federal Reserve ha concluso il programma di quantitative easing nel quarto trimestre del 2014 e le aspettative di un cambiamento della politica monetaria, con il rialzo dei tassi di interesse, hanno generato una rivalutazione del dollaro USA nella seconda parte del 2014.

In rallentamento la crescita dei paesi dell’America Latina, dove il calo dei prezzi delle materie prime ha ridotto il valore delle esportazioni e l’alta inflazione ha penalizzato la domanda interna. In Brasile il PIL è cresciuto solo dello 0,1% nel terzo trimestre del 2014 dopo due trimestri di contrazione e gli indicatori confermano l’attività ancora debole nel quarto trimestre. Sia l’Argentina che il Venezuela hanno chiuso l’anno in recessione; il Venezuela in particolare è stato fortemente penalizzato dal crollo del prezzo del petrolio, con conseguente maggiore difficoltà per gli operatori economici attivi nel paese di reperire valuta “forte” per l’importazione di beni industriali necessari all’attività produttiva.

La Cina ha chiuso il 2014 con una crescita del 7,4%, in lieve contrazione rispetto alla crescita del 7,7% dell’anno precedente, ma in linea con il “new normal” del Governo che accetta una crescita economica più lenta ma più sostenibile.

Tassi di cambio

Il 2014 è stato caratterizzato da un’elevata volatilità dei tassi di cambio, riflesso delle citate politiche monetarie internazionali contrastanti. Forte l’apprezzamento del dollaro USA nei confronti dell’euro nella seconda parte del 2014: il cambio euro/dollaro ha chiuso l’anno a quota 1,21 rispetto ad una quotazione media di 1,37 del primo semestre. Complessivamente, nel 2014 la quotazione euro/dollaro ha segnato una media di 1,33 dollari per Euro, invariata rispetto al 2013.

Tasso di cambio: Dollaro USA per Euro

Tasso di cambio: Real brasiliano per USD

Fonte: Banca Centrale Europea, dati mensili fino al 31 dicembre 2014

Anche le valute dell’America Latina si sono deprezzate, in maniera accentuata nel quarto trimestre dell’anno. Il tasso di cambio del real brasiliano verso il dollaro USA, stabile nei due trimestri centrali intorno a 2,2 – 2,3, si è poi deprezzato di oltre il 10% nell’ultimo trimestre per chiudere l’anno a 2,65.

Più costante l’andamento del renminbi cinese, la cui quotazione media nel 2014 è stata pari a 6,15 in linea con l’anno precedente, nonostante il deprezzamento del quarto trimestre. Lo yen giapponese, in seguito all’annuncio della Banca Centrale di proseguire con la politica monetaria espansiva, ha continuato il trend di deprezzamento avviato alla fine del 2012, per attestarsi su una media 2014 di 106 yen per dollaro, con un deprezzamento dell’8% rispetto alla media del 2013.

Mercati automobilistici

Il mercato auto globale ha registrato nel 2014 una crescita delle immatricolazioni del 3,5% grazie all’andamento delle vendite in Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone, con una punta particolarmente elevata (+16%) dei brand Premium e Prestige che rappresentano il 10% del volume complessivo delle auto vendute nell’anno. A tale trend hanno contribuito sia i mercati tradizionalmente caratterizzati da un’elevata incidenza di veicoli alto di gamma, Europa e Nord America, sia il forte sviluppo in atto nei mercati emergenti; l’appeal globale di tale segmento è testimoniato dall’affermarsi della Cina tra i principali mercati auto Premium al mondo. 

In ripresa il mercato auto in Europa con un aumento delle immatricolazioni del 5,7% rispetto al 2013 (dati Acea), dopo sei anni consecutivi di contrazione. La crescita è stata principalmente guidata da Regno Unito e Spagna. Il mercato dei paesi Nafta ha proseguito anche nel 2014 il trend positivo degli ultimi anni, con le immatricolazioni in crescita del 6% (fonte IHS). In America Latina l’andamento del settore è stato condizionato dal rallentamento dell’attività economica che ha prodotto un calo nelle immatricolazioni in quasi tutti i mercati. In Brasile, mercato principale della regione, le immatricolazioni hanno subito una flessione del 6,9%. Positivo, invece, l’andamento del mercato automobilistico in Cina dove, nonostante il rallentamento nel tasso di crescita del PIL, le immatricolazioni così come la produzione di veicoli leggeri sono aumentate di circa l’8%. In Giappone le immatricolazioni hanno registrato una crescita del 3% principalmente grazie alle vendite concentrate nei primi mesi dell’anno, prima dell’aumento della tassa sui consumi introdotta ad aprile.

La domanda dei veicoli commerciali a livello globale si è ridotta nel 2014 di circa il 3,5%: l’andamento positivo della regione Nafta (+13%) ha mitigato la contrazione dei mercati (stime IHS), in Europa (-8%), Russia (-23%), e America Latina (-16%). In Europa il rallentamento è stato particolarmente accentuato nella seconda parte dell’anno, dopo i buoni risultati registrati nella seconda metà del 2013 e ad inizio 2014 grazie all’introduzione di normative sulle emissioni (Euro 6). La flessione delle vendite in Russia e in America Latina è da ricondursi essenzialmente al rallentamento dell’attività economica in questi paesi. In Cina, le vendite e la produzione dei veicoli commerciali sono diminuite nel 2014 di circa il 6%, dopo una crescita a doppia cifra nell’anno precedente.

Mercati degli pneumatici

Nel 2014 i volumi di vendita del mercato Car sono aumentati del 3% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al 4% dell’anno precedente. Il segmento Premium (pneumatici con un calettamento uguale o superiore a 17 pollici) si conferma in crescita con un tasso superiore di almeno tre volte al resto del mercato, segnando un +10% nell’anno. Gli pneumatici Premium rappresentano nel 2014 circa un quarto del mercato car tyre totale. Per quanto riguarda il solo segmento radiale del mercato degli pneumatici Industrial (Truck e Bus), il 2014 ha registrato una crescita del 3,0%, in leggero rallentamento rispetto al +5% del 2013.

Vendite Pneumatici, Mercato Consumer
variazione annuale in %
2O1O2O112O122O132O14
Europa* Primo equipaggiamento 13 3 -9 0 4
  Ricambio 8 3 -12 0 2
Nafta Primo equipaggiamento 39 10 17 5 5
  Ricambio 4 -1 -5 -1 3
Latam** Primo equipaggiamento 13 2 0 6 -17
  Ricambio 11 7 1 9 5
Cina Primo equipaggiamento 31 2 7 17 10
Giappone Primo equipaggiamento 20 -13 19 -4 2
  Ricambio 9 8 -1 4 4

Vendite Pneumatici, Mercato Industrial
variazione annuale in %
 2O1O2O112O122O132O14
Europa* Primo equipaggiamento 57 32 -8 6 -4
  Ricambio 18 -1 -17 7 2
Nafta Primo equipaggiamento 30 55 5 -4 16
  Ricambio 18 3 -11 2 10
Latam** Primo equipaggiamento 47 11 -29 34 -23
  Ricambio 23 2 -4 10 -3
Cina Primo equipaggiamento 53 -15 -19 17 -5
  Ricambio 10 1 -4 3 3
Giappone Primo equipaggiamento 37 -2 15 1 4
  Ricambio 14 7 -4 6 6

* inclusa Turchia, esclusa Russia. ** Argentina, Brasile e Venezuela.
Nota: i dati escludono le importazioni tranne l’America Latina dove il ricambio include le importazioni. Fonte: stime Pirelli

L’andamento del mercato tyre nel 2014 è stato sostenuto dalla graduale ripresa in Europa, dall’accelerazione dell’attività economica in Nord America e dal proseguimento della crescita in Cina. In America Latina l’andamento del mercato tyre OE (Primo Equipaggiamento) riflette la riduzione della produzione di veicoli in un contesto macroeconomico difficile; positivo invece il trend delle vendite degli pneumatici sul canale ricambio del segmento Consumer, quale effetto della crescita e del miglioramento di mix del parco circolante avvenuto negli ultimi anni. In Russia, le vendite di pneumatici hanno risentito del generale rallentamento dell’economia e dell’impatto sull’attività economica delle tensioni geopolitiche nell’area.

Materie Prime

Nel corso del 2014 i prezzi delle principali materie prime hanno subito una flessione, risentendo anche del forte calo del prezzo del petrolio negli ultimi mesi dell’anno. Il prezzo del Brent ha oscillato tra 105 e 115 dollari al barile nella prima metà del 2014 per poi subire una brusca diminuizione nel quarto trimestre che ha portato il prezzo a 63 dollari a barile nel mese di dicembre: una contrazione del 43% rispetto allo stesso mese del 2013. La media dell’anno 2014 si è attestata a 100 dollari a barile, in calo dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Tra i principali fattori di tale andamento vi sono l’aumento dell’offerta, sostenuta dalla produzione di shale oil negli USA, l’indebolimento della domanda globale e l’apprezzamento del dollaro americano.

I prezzi di acquisto della gomma naturale hanno continuato la flessione avviata dopo i picchi del 2011 per attestarsi nel 2014 su una media di 1.711 dollari USA a tonnellata, con un calo del 32% rispetto al prezzo medio del 2013. La discesa dei prezzi è avvenuta nonostante i tentativi dei principali produttori di limitare le loro esportazioni per cercare di sostenere le quotazioni riducendo l’offerta globale. Anche i prezzi del butadiene, la materia principale per la produzione della gomma sintetica, hanno subito una contrazione nel 2014, attestandosi su una media di 944 euro a tonnellata, in calo del 15% rispetto al 2013.

Prezzi delle materie prime

Fonte: IHS