Impatto ambientale del sistema produttivo Pirelli

Sistema di gestione ambientale e monitoraggio delle performance ambientali

Nel 2014 tutti i siti industriali di Pirelli Tyre a regime produttivo e il campo prove pneumatici di Vizzola Ticino (Varese) hanno perseguito il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali adottando Sistemi di Gestione Ambientale certificati in accordo allo Standard Internazionale ISO 14001.

Lo Standard Internazionale ISO 14001 è stato adottato da Pirelli come riferimento già dal 1997 e dal 2014 tutti i certificati sono emessi con accreditamento internazionale ANAB (ANSI-ASQ National Accreditation Board: ente di accreditamento degli Stati Uniti). L’implementazione e la certificazione secondo lo Standard ISO 14001 costituisce Politica di Gruppo e, in quanto tale, viene estesa e attuata anche nei nuovi insediamenti. L’attività che sottende alla certificazione, nonché al controllo e al mantenimento dei sistemi già implementati e certificati, è coordinata centralmente dalla Direzione Salute, Sicurezza e Ambiente.

Il monitoraggio delle performance ambientali e di salute e sicurezza di ogni sito produttivo è operato attraverso il sistema di gestione informatico Health, Safety and Environment Data Management (HSE-DM), elaborato e gestito centralmente dalla Direzione Salute, Sicurezza e Ambiente. Pirelli ha inoltre perfezionato il CSR-DM (CSR Data Management), sistema informatico di gestione delle informazioni relative alla sostenibilità del Gruppo, in grado di consolidare le prestazioni economiche, ambientali e sociali di tutte le affiliate nel mondo. Entrambi i sistemi concorrono al consolidamento delle performance rendicontate nel presente rapporto.

Perimetro di rendicontazione

Le performance descritte riguardano il triennio 2012-2013-2014 e consolidano l’intero perimetro del Gruppo.

L’ammontare di prodotto finito nel 2014 è di circa 1.060.000 tonnellate. Tale valore comprende anche la produzione della Business Unit Steelcord per la parte venduta a clienti esterni al Gruppo Pirelli. Da inizio 2014 il perimetro di rendicontazione ha visto l’inclusione del sito produttivo steelcord di Yanzhou (Cina), che è stato riclassificato, a partire dalla fine dell’esercizio 2013, da partecipazione in società “collegata” a partecipazione in società “controllata”, come già descritto anche nella Nota Integrativa della Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre 2013. In linea con i principi enunciati dal GRI, il valore storico degli indicatori ambientali di seguito rendicontati è stato ricalcolato integrando i dati di Yanzhou negli anni 2013 e 2012. Alla luce di quanto detto, i numeri che seguono comprendono gli impatti di tutte le unità Pirelli: dalle realtà industriali ai siti commerciali e amministrativi.

Andamento degli indici di performance ambientale

Il 2014 ha visto un incremento dei volumi produttivi: le tonnellate di prodotto finito sono aumentate di circa il 2,5% rispetto al 2013 (aumento calcolato a perimetro omogeneo). Ciò ha avuto un impatto positivo sugli indici di performance ambientale specifica, consentendo anche un adeguato ritorno di valore dagli investimenti effettuati in ottica di efficienza energetica. Questo nonostante il focus produttivo sia su prodotti Premium, che sono caratterizzati da una forte intensità energetica dovuta alle specifiche di qualità molto restrittive, a una lavorazione più complessa e a lotti di produzione più piccoli rispetto ai prodotti per il mercato di fascia medio-bassa. Il 2014 vede quindi un miglioramento generalizzato di tutti gli indici ambientali, compresi quelli normalizzati sul margine operativo.

Gestione dell’energia

Pirelli monitora, gestisce e rendiconta i propri consumi di energia attraverso tre indicatori principali:

  • consumo assoluto, misurato in GJ, che comprende il consumo totale di energia elettrica, energia termica, gas naturale, derivati del petrolio (olio combustibile, benzina, gasolio e GPL);
  • consumo specifico, misurato in GJ per tonnellata di prodotto finito, che indica l’energia spesa per la produzione di una tonnellata di prodotto finito;
  • consumo specifico, misurato in GJ per euro di Risultato Operativo.

Il Piano di Sostenibilità 2013-2017 con Vision e Target al 2020, pienamente integrato nel Piano d’Azienda presentato alla comunità finanziaria a novembre 2013, prevede una riduzione del 18% del consumo specifico di energia entro il 2020 rispetto ai valori 2009.

Nel corso del 2014 è proseguito il piano di efficienza energetica in tutti gli stabilimenti del Gruppo, già avviato negli anni scorsi e caratterizzato da azioni volte a:

  • migliorare i sistemi di gestione dell’energia, attraverso la misurazione puntuale dei consumi e l’attenzione quotidiana agli indicatori tecnici;
  • migliorare la qualità della trasformazione dell’energia, ottimizzando le risorse e gli impianti;
  • migliorare l’efficienza degli impianti di distribuzione;
  • migliorare l’efficienza negli impianti di produzione;
  • recuperare l’energia per utilizzi secondari;
  • applicare piani mirati di manutenzione, al fine di ridurre gli sprechi energetici.

Azioni e investimenti per efficienza energetica rispettano i criteri di sostenibilità economica normalmente applicati ai progetti industriali di Pirelli, a cui si affianca la valutazione degli impatti ambientali. Le aree tecniche di intervento riguardano sia tematiche tradizionali applicate a ogni ambito industriale, come l’aggiornamento dell’isolamento termico, la manutenzione degli impianti di distribuzione, l’utilizzo di tecnologie con inverter, sia progetti speciali valutati secondo le esigenze di ogni sito produttivo.

Nel corso del 2014 sono stati effettuati diversi interventi. In Russia, il completamento della nuova centrale termica a gas naturale di Voronezh e il revamping dell’impianto di aria compressa di Kirov. In Italia, a Settimo Torinese, è stato avviato un nuovo reparto produttivo che include tutte le best practice di efficienza termica già implementate in altri impianti Pirelli, con particolare attenzione al riscaldamento e al recupero delle condense. Contestualmente è continuata la trasformazione degli impianti di vulcanizzazione con l’utilizzo dei gas tecnici in tutti gli stabilimenti, con risultati particolarmente positivi in Germania, Regno Unito e Argentina.

Come spiegato nel paragrafo “Andamento degli indici di performance ambientale”, il 2014 ha generato un abbassamento dell’indice energetico specifico (pesato sulle tonnellate di prodotto finito), che ha segnato un -3% rispetto al 2013. Anche l’indice pesato sul margine operativo ha visto una discesa del 6% rispetto al 2013. Inoltre nel 2014, pur a fronte di un aumento della produzione, anche i consumi assoluti sono diminuiti di circa mezzo punto percentuale.

Il piano di efficienza energetica applicato alle fabbriche nel 2014 ha permesso di risparmiare circa 423.600 GJ. Tale valore è stato calcolato sulla base dei volumi produttivi dell’anno di rendicontazione e sulla variazione delle efficienze ottenute nel 2014 rispetto all’anno precedente.

I dati riportati sono stati calcolati utilizzando misurazioni dirette secondo procedura e sono stati successivamente riconvertiti in GJ utilizzando poteri calorifici da fonti ufficiali IPCC.

201220132014
Consumi assoluti GJ 14.662.864 14.923.482 14.867.697
Consumi specifici  GJ/tonPF 14,86 14,45 14,05
GJ/k€ 18,50 18,87 17,74
   


Consumi energetici

DISTRIBUZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE

DISTRIBUZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE

Come illustrato nel grafico "Distribuzione delle fonti energetiche", tra le fonti dirette, tutte di origine fossile, si possono trovare il gas naturale e, in minore quantità, altri combustibili liquidi come olio, GPL e gasolio (classificati come “altro”).

Tali fonti dirette costituiscono il 33% del totale; il restante 67% è formato dalle fonti indirette come energia elettrica e vapore acquistati. Per quanto riguarda l’energia elettrica, in base ai dati IEA (International Energy Agency) si è stimato che, tenendo conto della distribuzione geografica di Pirelli, circa il 37% deriva da fonte rinnovabile.

Ogni insediamento industriale segue le locali indicazioni di legge in tema di consumo e gestione dell’energia. Rispetto al 2013 non si segnalano sostanziali modifiche.

Gli obblighi normativi in tema di consumo e gestione dell’energia nei paesi in cui Pirelli opera non hanno registrato sostanziali modifiche nel 2014. La situazione legislativa che interessa l’Azienda comprende l’introduzione di meccanismi periodici di controllo sulla gestione e sull’utilizzo dell’energia, oltre che possibili incentivazioni tariffarie.

In tutta Europa la Direttiva sull’Efficienza Energetica 2012/27/UE, emanata per accelerare il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20, introduce l’obbligo di effettuare audit energetici per tutte le grandi imprese e per tutti i grandi consumatori di energia. In Pirelli tale onere viene assolto con l’ottimizzare dei sistemi di gestione già esistenti in fabbrica, ISO 14001 e ISO 50001 se presente, con l’obiettivo di sfruttare le eventuali opportunità che vengono proposte nei diversi paesi dell’Unione.    

Gestione delle emissioni di gas serra e Piano d’Azione Carbon

Pirelli monitora e riporta le proprie emissioni di gas climalteranti attraverso il calcolo della CO2eq che tiene conto del contributo, oltre che dell’anidride carbonica, anche del metano (CH4) e del protossido di azoto (N2O). I gas serra derivano dalla combustione di idrocarburi all’interno dei siti produttivi, principalmente per il funzionamento dei generatori di calore che alimentano gli stabilimenti e in particolare quelli che servono per la produzione di vapore per i vulcanizzatori, oppure derivano dal consumo di energia elettrica o termica. Le prime vengono chiamate “emissioni dirette”, o emissioni di Scope 1, in quanto prodotte dai siti produttivi dell’Azienda, mentre le emissioni da consumo di energia elettrica o termica sono definite “emissioni indirette”, o emissioni di Scope 2, in quanto non vengono prodotte nel perimetro dei siti produttivi dell’Azienda, ma negli impianti che generano l’energia e il vapore acquistati e consumati. Le performance relative alle emissioni di gas a effetto serra sono calcolate sulla base di coefficienti estratti dalle seguenti fonti ufficiali:

  • IPCC: Guidelines for National Greenhouse Gas Inventories (2006);
  • IEA: CO2 Emissions from Fuel Combustion;

e sono riportati secondo il modello proposto da:

  • GHG Protocol: A Corporate Accounting and Reporting Standard.

Per quanto riguarda le emissioni di CO2eq di Scope 2, i coefficienti medi nazionali sono definiti rispetto all’ultimo anno disponibile sui report sopracitati e aggiornati annualmente. Va precisato che quello della produzione degli pneumatici non è un settore industriale cosiddetto carbon intensive; infatti, esso rientra nell’Emission Trading Scheme europeo solo con riferimento a centrali termiche superiori a 20 MW di potenza installata. A livello mondiale l’Azienda non è sottoposta ad altri regolamenti specifici.

Come nel caso dell’energia, Pirelli monitora e rendiconta le proprie emissioni di CO2 dirette (Scope 1) e indirette (Scope 2) attraverso tre indicatori principali:

  • emissioni assolute, misurate in tonnellate;
  • emissioni specifiche, misurate in tonnellate per tonnellata di prodotto finito;
  • emissioni specifiche, misurate in tonnellate per euro di Risultato Operativo.

Il Piano Industriale Pirelli ha stabilito un obiettivo di riduzione delle emissioni specifiche di CO2 pari a -15% entro il 2020 rispetto ai valori 2009. Il forte legame tra l’andamento dei consumi energetici e le emissioni di CO2 risulta confermato anche per il 2014, facendo registrare una diminuzione delle emissioni specifiche pesate sulle tonnellate di prodotto finito pari a -2% rispetto all’anno precedente, ed a -5,5% rispetto all’indice pesato sul risultato operativo. Per quanto riguarda la CO2 biogenica, generata dal piccolo sito produttivo di silice da lolla di riso, Pirelli ha emesso per il 2014 circa 6.700 tonnellate di CO2eq.

Tale quantità non è conteggiata nelle emissioni assolute del Gruppo citate sopra. Il modello Pirelli di gestione, calcolo e rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra è stato certificato da parte terza indipendente secondo lo Standard ISO 14064-1. La verifica soddisfa i criteri di rilevanza, competenza, indipendenza, terminologia e metodologia.

Tutte le azioni di efficienza energetica descritte nel precedente paragrafo concorrono a ridurre gli indicatori ambientali relativi alle emissioni di gas climalteranti. Parallelamente a ciò Pirelli ha sviluppato un più specifico “Piano d’Azione Carbon”, con il quale il Gruppo cerca di inserire nella propria struttura energetica la tecnologia a energia rinnovabile. Tra i vari progetti si segnalano la centrale fotovoltaica della potenza di 500 kW installata presso lo stabilimento di Rome, negli USA. Questo progetto consentirà di ridurre del 5% le emissioni del sito produttivo coinvolto. Nello stabilimento di Settimo Torinese è stato avviato un impianto di cogenerazione destinato alla produzione di elettricità, vapore e acqua calda. I moduli di cogenerazione sono due, per un totale di quasi 6 MW elettrici: un’unità a turbina da 4,8 MW alimentata a gas naturale e un motore endotermico da 1 MW alimentato a olio vegetale, che garantiranno il 20% dell’energia derivante da fonti rinnovabili. L’energia elettrica prodotta viene utilizzata per le utenze interne allo stabilimento. L’impianto si completa con un sistema fotovoltaico di circa 1,2 MWe, integrando la generazione di energia rinnovabile dello stabilimento.

I benefici attesi dalle azioni fin qui elencate impatteranno sull’andamento degli indici nei prossimi anni. Le azioni concluse negli scorsi anni, in particolare quelle relative all’efficienza energetica, hanno permesso di evitare nel 2014 circa 25.000 tonnellate di CO2eq. Tale valore è stato calcolato sulla base dei volumi produttivi dell’anno di rendicontazione e sulla variazione delle efficienze ottenute nel 2014 rispetto all’anno precedente.

A fine 2014 risultano vicini all’implementazione due nuovi progetti sull’approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili: uno in Brasile ed uno in Messico. Gli effetti di tali investimenti si vedranno a partire dal 2015.

 

  201220132014
Emissioni assolute ton 1.092.555 1.128.313 1.131.166
  di cui SCOPE 1  ton 261.180
  di cui SCOPE 2  ton 869.986
Emissioni specifiche  ton/tonPF 1,107 1,093 1,069
ton/k€ 1,38 1,43 1,35
     

 Emissioni   

DISTRIBUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA SECONDO SCOPE

DISTRIBUZIONE DELLE EMISSIONI DI GAS SERRA SECONDO SCOPE

Gestione dell’acqua

Nella strategia ambientale di Pirelli, l’utilizzo efficiente e consapevole dell’acqua è uno dei temi principali, oggetto negli ultimi anni di numerose azioni di miglioramento. Queste azioni hanno interessato e tuttora interessano tanto l’efficienza complessiva dei processi produttivi, dalla progettazione dei macchinari alle attività di Facility Management, quanto il contributo che ogni dipendente può dare alla riduzione del consumo della stessa. Il Piano industriale Pirelli ha stabilito un obiettivo di riduzione del prelievo specifico di acqua pari a -58% entro il 2020 rispetto al valore 2009.

Dal 2009 a oggi, grazie all’impegno di tutti i siti produttivi, sono stati risparmiati più di 21 milioni di metri cubi di acqua: una quantità di poco inferiore al prelievo assoluto di due anni di tutto il Gruppo Pirelli. Questo dato è forse quello che esprime maggiormente l’impegno dell’Azienda nella tutela delle fonti idriche delle comunità in cui opera. Infatti, oltre all’aspetto quantitativo e globale, Pirelli presta grande attenzione alla contestualizzazione locale dell’utilizzo di questa risorsa, consapevole che qualsiasi risparmio idrico o miglioramento della qualità degli scarichi ha un beneficio immediato e diretto sulla comunità locale.

In termini quantitativi, il 2014 ha registrato un prelievo assoluto di poco inferiore ai 13 milioni di metri cubi, con una riduzione del 19% rispetto al 2013. Per dare una visione complessiva del prelievo di acqua, Pirelli monitora e rendiconta i seguenti tre indicatori:

  • prelievo assoluto, misurato in metri cubi, che comprende il prelievo totale di acqua del Gruppo;
  • prelievo specifico, misurato in metri cubi per tonnellata di prodotto finito, che indica il prelievo d’acqua per la produzione di una tonnellata di prodotto finito;
  • prelievo specifico, misurato in metri cubi per euro di Risultato Operativo.

  201220132014
Prelievo Assoluto (m3) 16.272.000 15.381.000 12.840.000
Prelievo Specifico  (m3/tonPF) 16,5 14,9 12,1
(m3/k€) 20,5 19,4 15,3
       

Prelievo idrico

Tutti i dati riportati nel presente paragrafo sono raccolti, mediante misure dirette o indirette, e comunicati dalle unità locali.

Nei due grafici sono rappresentati il peso dell’approvvigionamento idrico per tipologia di fonti e la distribuzione dei prelievi assoluti per tipologia di business produttivo.

DISTRIBUZIONE PRELIEVI PER DESTINAZIONE

DISTRIBUZIONE PRELIEVI PER DESTINAZIONE

TIPOLOGIA FONTI IDRICHE

TIPOLOGIA FONTI IDRICHE

Il 57% dell’acqua prelevata è emunta da pozzi interni agli stabilimenti e autorizzati dalle Autorità competenti. Inoltre, Pirelli ricava circa un quarto del proprio fabbisogno da acque superficiali, prestando attenzione a garantire che tale volume sia marginale rispetto al volume dei corpi idrici interessati (sempre inferiore al 5%). Circa il 10% è prelevato da corsi d’acqua ubicati in Brasile e protetti dalle normative nazionali. Infine, circa 500.000 metri cubi di acqua utilizzati, ovvero circa il 4% del prelievo totale, sono ottenuti dal trattamento delle acque reflue dei propri processi produttivi.

Complessivamente sono stati scaricati circa 9,2 milioni di metri cubi di acqua, di cui il 69% in corpi idrici superficiali, in quantitativi marginali rispetto ai volumi dei recettori (sempre inferiori al 5%) e senza impatti significativi sulla biodiversità. La restante quota è stata collettata nelle reti fognarie. Prima dello scarico nel recettore finale le acque industriali, opportunamente trattate laddove necessario, sono soggette a periodici controlli analitici che attestano il rispetto dei limiti di legge localmente applicabili. In particolare, per quanto riguarda la qualità degli scarichi industriali dei siti Tyre, valori medi indicativi sono: 9 mg/l di BOD5 (Biochemical Oxygen Demand), 42 mg/l di COD (Chemical Oxygen Demand) e 21 mg/l di Solidi Totali Sospesi.   

Gestione dei rifiuti

Il miglioramento delle prestazioni ambientali derivanti dalla produzione e gestione dei rifiuti è perseguito attraverso:

  • innovazione dei processi produttivi, con l’obiettivo di prevenire la produzione di rifiuti alla fonte, diminuendo sempre più gli scarti di lavorazione e sostituendo le attuali materie prime con nuove materie a minore impatto ambientale;
  • gestione operativa dei rifiuti prodotti, volta a identificare e assicurare la selezione dei canali di trattamento degli stessi al fine di massimizzarne recupero e riciclo, eliminando progressivamente la quota conferita in discarica, con vision Zero Waste to Landfill;
  • ottimizzazione della gestione degli imballaggi, sia di quelli introdotti tramite i prodotti acquistati, sia di quelli utilizzati per il confezionamento dei prodotti.

Pirelli monitora e rendiconta la propria produzione di rifiuti, rilevata e comunicata da ogni unità operativa, attraverso tre indicatori principali:

  • produzione assoluta, misurata in tonnellate;
  • produzione specifica, misurata in chilogrammi per tonnellata di prodotto finito;
  • produzione specifica, misurata in chilogrammi per euro di Risultato Operativo.

Il Piano Industriale prevede che più del 95% dei rifiuti prodotti siano inviati a recupero entro il 2020, con vision Zero Waste to Landfill, estendendo a tutte le affiliate operative l’approccio già adottato con successo dalle fabbriche di Breuberg (Germania) e Rome (Stati Uniti).

In linea con quanto premesso nel paragrafo “Andamento degli indici di performance” nel 2014 è stato raggiunto l’83% di rifiuti avviati a recupero, con un aumento del 3% rispetto all’anno precedente.

Positivo è stato anche l’andamento della produzione specifica di rifiuti, che ha visto una riduzione del 11% rispetto al 2013. I rifiuti pericolosi rappresentano poco meno del 20% della produzione totale e sono totalmente inviati a trattamento in impianti ubicati nello stesso paese in cui vengono prodotti.

201220132014
Produzione assoluta (ton) 150.000 165.000 150.000
Produzione specifica  (kg/tonPF) 152 160 142
(kg/k€) 189 209 179

Gestione rifiuti           

DISTRIBUZIONE PER TIPOLOGIA DI TRATTAMENTO 2O14

TIPOLOGIA RIFIUTI

TIPOLOGIA RIFIUTI   

Gestione degli imballaggi

A differenti tipologie di prodotto corrispondono differenti modalità di gestione degli imballaggi.

Lo pneumatico, che pesa per oltre il 99% sul totale delle vendite 2014 del Gruppo, è un prodotto generalmente commercializzato privo di imballaggi. La cordicella metallica (steelcord, attività in cessione durante il 2014) è caratterizzata invece da specifici imballi, su cui la Business Unit Steelcord ha lavorato in ottica di riutilizzazione e sostituzione di componenti con modelli più resistenti, meno soggetti a usura e caratterizzati quindi da una vita utile più lunga, come plastica o metallo al posto del legno. I benefici in termini di riduzione dei rifiuti prodotti, nonché di riciclo, sono evidenti. Il 100% dei bancali inseriti in circuiti di reverse logistic in plastica o metallo copre il 95% dei volumi di vendita. Per il restante 5% sono utilizzati bancali di legno, ove gli stessi risultino più facilmente riutilizzabili e recuperabili nelle aree in cui sono spediti.   


Altri aspetti ambientali

Solventi

I solventi sono utilizzati come ausiliari di processo, principalmente per ravvivare la gomma vulcanizzata, nelle fasi di confezione e di finitura degli pneumatici. Pirelli lavora alla progressiva riduzione di tali sostanze, sia attraverso l’ottimizzazione dell’utilizzo dei solventi, sia diffondendo tecnologie solvent-free per quelle operazioni che possono essere svolte anche senza l’impiego di queste sostanze. Ciò ha comportato una riduzione del consumo specifico di solventi, nonché della correlata emissione di composti organici volatili, di oltre il 30% a fine 2014 rispetto a un obiettivo previsto di -15% rispetto al 2009, con un’emissione correlata complessiva lievemente inferiore al consumo totale.

  201220132014
Consumo assoluto ton 3.435 2.826 2.416
Consumo specifico kg/tonPF 3,5 2,7 2,3
 

Solventi

BiodiversitÀ

Pirelli pone massima attenzione affinchè le attività aziendali non interferiscano con la biodiversità caratteristica dei contesti in cui l’Azienda opera. Attualmente due sono i siti di Pirelli ubicati all’interno di aree protette e a elevato valore per la biodiversità: il sito di Vizzola Ticino (Varese, Italia) e il sito di Gravataì (Brasile).

Il sito di Vizzola Ticino ospita la pista prove degli pneumatici, ha una superficie di 0,26 chilometri quadrati ed è inserito nella zona lombarda del Parco del Ticino, area MAB (Man and Biosphere, un insieme di 425 riserve della biosfera in 95 paesi del mondo) dell’UNESCO, caratterizzata dalla presenza di 21 specie inserite nella Lista Rossa IUCN di cui: 15 classificate come “di minor preoccupazione (LC)”, 1 come “quasi minacciata (NT)”, 3 come “vulnerabili (V)”, 1 come “in pericolo (EN)” e 1 come “in pericolo critico (CR)”.

Al fine di garantire al meglio la tutela dell’ambiente naturale in cui è localizzata la pista prove di Vizzola, Pirelli ha implementato, in accordo con il Parco del Ticino, un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001. Gli impatti ambientali sulla biodiversità dell’area non sono significativi, tuttavia sono stati effettuati svariati interventi, sia direttamente dall’Azienda sia dall’Ente Parco, per mitigare e migliorare le interazioni delle attività di Pirelli con il contesto naturalistico, come concordato nella convenzione sottoscritta nel 2001.

Il sito di Gravataì (Brasile) ha una superficie di 0,57 chilometri quadrati, di cui 0,16 di ecosistema terrestre tutelati dalla legislazione federale. Anche qui Pirelli ha implementato un Sistema di Gestione Ambientale certificato ISO 14001 a garanzia che tutti i potenziali impatti sull’ambiente e sulla biodiversità, valutati come poco significativi, siano tenuti in debita considerazione, prevenuti e in ogni caso gestiti al fine di ridurre al minimo ogni possibile interferenza.

A inizio 2014 Pirelli è intervenuta ripristinando due habitat, uno in Italia e uno in Brasile, come azione di compensazione delle emissioni 2013 della flotta veicoli aziendali in Italia. Il progetto italiano si chiama Forcredit e consiste in un piano di conduzione delle proprietà boschive del Comune di Lemie (Torino), a 50 chilometri dal sito produttivo Pirelli di Settimo Torinese. Esso è finalizzato alla promozione della gestione forestale sostenibile, quale strumento per rafforzare la biodiversità e favorire l’aumento dei quantitativi di carbonio stoccati negli ecosistemi forestali. Gli interventi previsti riguardano un’area di 670 ettari e rientrano in un piano di gestione volto a ridurre i tagli e i prelievi di materiale legnoso, per consentire la crescita di alberi ad alto fusto. Che si tratti di acero-frassineti, di betulleti o di faggete, le azioni sono finalizzate a favorire il miglioramento strutturale delle piante.

Il progetto brasiliano si chiama Climate Protection Acacia e nel suo complesso punta alla riforestazione con Acacia mangium di 3.507 ettari di suolo nell’estremo nord dello stato sudamericano, nella regione di Boa Vista. Il progetto, finalizzato alla produzione sostenibile di legname e al sequestro di CO2, porta con sé numerosi benefici per le comunità locali, come la creazione di oltre 200 posti di lavoro stabili, la costruzione di una nuova scuola e l’attuazione di corsi professionali. Inoltre, rispetta i diritti delle popolazioni indigene di raccogliere materiali non legnosi dalle foreste, migliora la qualità dell’acqua e del suolo e mette in sicurezza oltre 15.000 ettari di foreste limitrofe, con forti benefici per la biodiversità locale. Le piantumazioni sono condotte secondo i principi e i criteri della certificazione FSC (Forest Stewardship Council), che garantisce una gestione appropriata delle foreste dal punto di vista ambientale, dei benefici sociali e della fattibilità economica.

Emissioni di NOX

Le emissioni di NOX derivano direttamente dai processi di generazione dell’energia utilizzata e per tale motivo risentono, sia in termini assoluti sia in rapporto all’unità di prodotto finito, degli andamenti dei consumi energetici, segnando quindi una diminuzione dell’indice specifico pari a -4%.

Nella grafica a seguire è rappresentato il peso 2014 delle emissioni dirette e indirette di NOX sul totale delle emissioni di NOX. Le emissioni sono state calcolate utilizzando i fattori emissivi definiti BUWAL 250 e IDEMAT 2001.

  201220132014
Emissioni assolute ton 2.164 2.290 2.245
Emissioni specifiche kg/tonPF 2,19 2,22 2,12
   

Distribuzione delle emissioni di NOx

Distribuzione delle emissioni di NOx

Emissioni di NOX

ALTRE EMISSIONI E ASPETTI AMBIENTALI

Il processo produttivo non utilizza direttamente sostanze lesive per l’ozono. Queste sono invece contenute in alcuni circuiti chiusi degli impianti di raffreddamento e di condizionamento; pertanto, salvo perdite accidentali e non prevedibili, non sono presenti emissioni libere in atmosfera correlabili alle attività produttive di Pirelli.

Nel 2014 l’emissione diretta di SOx, derivante dalla combustione di gasolio e olio combustibile, risulta stimabile in circa 32 tonnellate (fattori emissivi U.S. EPA).

Grazie ai sistemi di gestione ambientali, implementati nelle unità produttive, sono assicurati il costante e tempestivo monitoraggio e intervento sulle potenziali situazioni di emergenza che possono verificarsi, nonché sulle segnalazioni ricevute dagli stakeholder.

Nel corso del 2014 non si sono verificati sversamenti ambientali significativi, non sono state registrate lamentele legate a ragioni ambientali significative, né sono state registrate sanzioni ad esse connesse. L’unica eccezione è rappresentata dal sito russo di Voronezh dove, durante una visita delle Autorità locali, sono state riportate alcune non conformità, la cui risoluzione è stata concertata con l’Autorità stessa e sarà formalmente completata nei primi mesi del 2015.

Spese e investimenti

Nel 2014 la spesa e gli investimenti ambientali relativi al processo produttivo sono stati superiori a 22,7 milioni di euro: circa l’84% ha riguardato attività di normale gestione e amministrazione delle fabbriche, mentre il restante 16% è stato dedicato ad azioni preventive e al miglioramento della gestione ambientale.

Per completare il quadro è doveroso segnalare che, coerentemente all’analisi di materialità che si trova all’inizio di questa sezione del rapporto, le spese più significative che Pirelli dedica all’ambiente sono quelle relative all’attività di Ricerca & Sviluppo di prodotto: nel 2014 l’Azienda ha investito 205,5 milioni di euro in ricerca e innovazione dei propri prodotti, con costante focus sulle performance di sicurezza e diminuzione degli impatti ambientali nonché, contestualmente, sull’efficienza di produzione.