Materialità degli impatti ESG e audit di parte terza sulla sostenibilità dei fornitori

Pirelli governa la propria sostenibilità avvalendosi di analisi di materialità. In termini ambientali, la materialità degli impatti della catena di fornitura si riscontra in modo prevalente nella categoria delle materie prime e nell’utilizzo di acqua nei processi di trasformazione della gomma naturale. L’impatto di tipo sociale (diritti umani e del lavoro, in particolare) si riscontra invece in tutte le categorie di acquisto, con necessità di particolare attenzione dell’Azienda verso i fornitori operanti in paesi considerati maggiormente a rischio rispetto ad altri, da un punto di vista di compliance con le legislazioni nazionali e internazionali del lavoro.

Molteplici sono le attività di coinvolgimento dei fornitori messe in atto dall’Azienda in ottica di creazione di valore ambientale e sociale, inscindibilmente legate alla creazione di valore economico condiviso.

È il caso dei numerosi accordi che l’Azienda ha stretto con fornitori strategici per lo sviluppo di materiali innovativi e a basso impatto ambientale, così come delle iniziative che puntano a sostenere la crescita sociale all’interno della catena del valore. In Indonesia, ad esempio, è in atto un’iniziativa a sostegno del welfare di produttori di gomma naturale che forniscono uno dei principali trasformatori che a sua volta fornisce Pirelli.

Dal 2009, ogni anno e con attività congiunte da parte delle funzioni Risk Governance, Sostenibilità e Acquisti di Gruppo, viene richiesto ai buyer ed ai Sustainability Manager locali di identificare una rosa di fornitori che, in base alle risultanze di adeguato Risk Assessment, si reputi utile sottoporre ad audit di parte terza nell’ambito della Campagna Annuale di Audit.

La “criticità” del fornitore guida la scelta e può essere tale in quanto:

  • il fornitore è legato a Pirelli da contratti pluriennali;
  • la sostituzione del fornitore può essere complessa;
  • si ha notizia di eventi di rischio ESG;
  • il peso economico dell’acquisto è rilevante e per questo si ritiene di verificare in loco la compliance del fornitore con le attese ESG di Pirelli, sottoscritte dallo stesso fornitore in fase contrattuale, attraverso audit di parte terza commissionati da Pirelli;
  • il fornitore opera in paesi a rischio ESG;
  • il fornitore non ha ancora subito un audit ESG da parte di Pirelli oppure sono state riscontrate particolari criticità in precedenti audit;
  • si abbia notizia, percezione o dubbio di eventuali violazioni in tema di responsabilità sociale, ambientale e/o etica di business.

Alla Campagna Annuale di Audit si aggiungono audit ad hoc che si reputino opportuni durante l’anno: nel 2014, ad esempio, Pirelli ha esperito audit ambientali approfonditi su fornitori cinesi di rilievo per l’Azienda, alla luce del contesto normativo cinese sempre più stringente sui temi ambientali.

A livello centrale, un team composto dalla Direzione Sostenibilità e dalla Direzione Acquisti di Gruppo definisce le Linee Guida per la selezione dei fornitori da sottoporre ad audit, supportando le corrispondenti funzioni locali che operativamente gestiscono il processo. I Direttori Acquisti e i Sustainability Manager che coordinano localmente l’attività di auditing sui fornitori sono adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte, ovvero Sostenibilità e Acquisti.

Gli auditor esterni effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di sostenibilità derivanti dallo standard SA8000® (strumento di riferimento ufficialmente adottato dal Gruppo per la gestione della responsabilità sociale sin dal 2004) e dalla “Politica di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza e Diritti nel Lavoro, Ambiente” del Gruppo Pirelli, coerente alle aree di sostenibilità sociale, ambientale e di governance dettate dal Global Compact delle Nazioni Unite e dal Codice Etico di Gruppo.

Gli audit di parte terza, ognuno della durata media di almeno 2-3 giorni in campo, includono attività estensiva di interviste ai lavoratori, al management e ai rappresentanti sindacali.

Tra fine 2009 e inizio 2010 sono stati effettuati 72 audit; tra fine 2010 e inizio 2011 ne sono stati eseguiti ulteriori 56; nella seconda metà del 2012 hanno avuto inizio 62 nuovi audit su fornitori di materie prime, macchinari, logistica e servizi conclusi nel 2013. Nel 2014 sono stati eseguiti ulteriori 78 audit su fornitori appartenenti a tutte le categorie citate.

Nella maggior parte dei casi gli audit 2014 hanno coinvolto fornitori di Pirelli Tyre operanti in paesi in cui l’Azienda è presente a livello industriale, ovvero: Brasile, Argentina, Egitto, Cina, Romania, Russia, Turchia, Venezuela, Messico e Stati Uniti. Oppure paesi da cui Pirelli acquista materie prime come: Indonesia, India, Malesia, Thailandia, Giappone, Corea e Colombia. Tra i paesi occidentali in cui il Gruppo opera sono stati effettuati audit su fornitori di Pirelli Tyre in: Italia, Inghilterra, Germania, Polonia, Spagna e Paesi Bassi.

In base alle risultanze dell’audit, ove necessario e opportuno, Pirelli redige insieme al fornitore un piano di rientro volto a prevenire, mitigare o porre rimedio alle eventuali non conformità rilevate. Il piano prevede azioni specifiche da implementare entro precise scadenze temporali concordate tra le parti, oltre a una chiara identificazione del responsabile dell’azione presso l’azienda fornitrice.

Nel processo di monitoraggio dello stato di implementazione dei piani di rientro dei fornitori, sin dal 2012 è stata direttamente coinvolta anche la Direzione Internal Audit, che in Pirelli ha spiccate caratteristiche di indipendenza in quanto, oltre che al Collegio Sindacale, risponde al Comitato Controllo, Rischi, Sostenibilità e Corporate Governance di Pirelli & C. S.p.A., composto di soli Amministratori Indipendenti.

Sulle base dei risultati degli audit effettuati dal 2009 al 2014, le non conformità registrate continuano a essere legate ai processi di gestione della salute e sicurezza, all’utilizzo dello straordinario e alla corretta implementazione dei Sistemi di Gestione Ambientale. Peraltro, il numero e la gravità delle non conformità risultano in costante diminuzione.

Con particolare riferimento ai fornitori siti nei paesi asiatici, merita menzione la forte attidudine a migliorarsi, oltre alla velocità di reazione nel porre in essere azioni di rientro in tempi generalmente molto brevi.

Non ci sono stati casi di chiusura del rapporto di fornitura a seguito di risultanze degli audit. In più casi non sono stati conclusi contratti di fornitura con fornitori considerati inadeguati o a rischio già in fase di scouting.

I piani di rientro a seguito degli audit 2014 sono stati portati a termine o sono in fase di implementazione.

I risultati raggiunti sono da attribuirsi al Modello di Gestione Sostenibile adottato da Pirelli, estensivo e permeante tutte le fasi di relazione con il fornitore, che negli anni ha consentito di migliorare costantemente la qualità del panel di fornitori. Va poi considerato che i fornitori Pirelli percepiscono l’importanza dell’allineamento ai fattori di gestione sostenibile anche grazie al coinvolgimento di altri loro clienti e ciò contribuisce certamente a innescare una catena virtuosa di miglioramento continuo.

Politica di Gruppo “Green Sourcing”

A dicembre 2012 Pirelli ha redatto ed emesso la “Politica di Green Sourcing”, con l’obiettivo di stimolare e incentivare una coscienza ambientale lungo tutta la catena di fornitura, nonché di favorire scelte che possano ridurre l’impatto sull’ambiente dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi di Pirelli.

Nel 2013 è stato definito il sistema di implementazione della Green Sourcing Policy, sia all’interno di Pirelli sia verso i fornitori, strutturato nel seguente modo:

  • creazione di un Pirelli Green Sourcing Manual, documento interno contenente Linee Guida operative finalizzate a orientare le attività delle funzioni Pirelli coinvolte nel processo di Green Sourcing;
  • creazione delle Pirelli Green Purchasing Guidelines, documento destinato ai fornitori Pirelli, quale parte del Contratto di fornitura, basato sul Green Sourcing Manual e contenente i KPI (Key Performance Indicator) per la valutazione della Green Performance dei fornitori stessi;
  • integrazione della Green Performance nel tradizionale processo di misurazione della performance dei fornitori (Vendor Rating).

Il Pirelli Green Sourcing Manual definisce quattro aree di Green Sourcing: Materiali, Capex, Opex e Logistica.

Gruppi di lavoro interfunzionali, composti da Acquisti, R&D, Qualità, HSE e Sostenibilità, hanno analizzato il processo di Green Sourcing associato alle categorie merceologiche afferenti alle quattro aree suddette. Per le aree Materiali e Capex, in cui la componente di “design” (ovvero di ciò che è concepito internamente a Pirelli) sia rilevante in relazione al Core Business di Pirelli, sono state definite delle Green Engineering Guidelines. Per le aree Opex e Logistica, caratterizzate da categorie merceologiche per le quali la componente di design non è ugualmente rilevante, sono state comunque definite delle Green Operating Guidelines facendo riferimento a best practice internazionalmente riconosciute.

Il Green Sourcing Manual è quindi un documento unico che contiene:

  • la parte generale sui temi di Green Sourcing;
  • le Green Engineering Guidelines (Materials, Capex);
  • le Green Operating Guidelines (Opex, Logistics).

Il Green Sourcing Manual sarà adottato anche dalle Pirelli Training Academy per scopi di formazione delle funzioni coinvolte nel processo di Green Sourcing.

Nel 2014, sulla base delle Linee Guida del Green Sourcing Manual, sono state pubblicate sul sito web www.pirelli.com le Pirelli Green Purchasing Guidelines, rendendole disponibili tanto ai fornitori Pirelli quanto a tutti gli altri stakeholder. Il documento, oltre a spiegare l’impostazione del sistema di Green Sourcing di Pirelli, contiene anche i KPI per la valutazione della Green Performance dei fornitori stessi.

In Cina, Messico, Stati Uniti, Russia e Italia sono stati realizzati presso gli uffici Pirelli dei seminari a invito sulle Green Purchasing Guidelines per fornitori locali, allo scopo di informare e di ricevere un feedback diretto sulla loro impostazione. Sempre in ottica di informazione e diffusione fra gli stakeholder della Pirelli Green Sourcing Policy e delle Green Purchasing Guidelines, Pirelli ha contribuito al 2014 Rubber Recycling Symposium (22-24 Ottobre 2014, Montreal, Canada), organizzato dalla Tire and Rubber Association of Canada, con la presentazione “Sustainability and Green Materials Innovation in the Tire Business: a Premium Quality Perspective”.

CDP supply chain

Da anni Pirelli partecipa al CDP Investor e, su richiesta di clienti, al CDP Supply Chain in qualità di fornitore degli stessi. Dal 2014 Pirelli ha a sua volta deciso di estendere la richiesta di assessment CDP ai propri fornitori, in piena ottica di coinvolgimento e in attuazione della propria Green Sourcing Policy.

Pirelli ha altresì attivato il monitoraggio delle prestazioni climate change dei propri fornitori chiave a livello di Gruppo, identificati secondo criteri di materialità ambientale ed economica. CDP Supply chain consente a Pirelli un monitoraggio delle emissioni di Scope 3 della propria catena di fornitura e garantisce un’adeguata sensibilizzazione delle aziende fornitrici sulle tematiche climate change, al fine di individuare e attivare tutte le possibili opportunità di riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Già nel primo anno il progetto ha visto una forte partecipazione dei fornitori Pirelli, i quali hanno risposto all’assessment ottenendo un punteggio di disclosure superiore alla media del panel di aziende CDP. L’analisi ha evidenziato che, grazie alle azioni di riduzione delle emissioni dei fornitori Pirelli, nel 2014 si è evitata l’emissione in atmosfera di 65 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, permettendo anche di ottenere risparmi economici pari a 681 milioni di euro.

Pirelli è la prima azienda tra i produttori di pneumatici ad aver introdotto ufficialmente il CDP Supply Chain sulla propria catena di fornitura.