Relazioni industriali

La Politica di Relazioni Industriali adottata dal Gruppo si fonda sul rispetto del dialogo costruttivo, della correttezza e dei ruoli. Garantire e rispettare il libero svolgimento delle attività sindacali è uno dei valori cardine su cui Pirelli fonda il proprio Sistema di Gestione delle Risorse Umane. I rapporti e le negoziazioni con il sindacato sono gestiti localmente da ogni affiliata, sempre nel rispetto delle leggi, dei contratti collettivi nazionali e/o aziendali, di usi e prassi vigenti in ciascun paese. A tale livello si affianca il ruolo svolto dalle funzioni centrali, che coordinano le attività e garantiscono che i principi sopra menzionati siano osservati in tutto il Gruppo.

Nel corso del 2014 l’attività di Relazioni Industriali ha raggiunto importanti risultati negoziali sia in Italia che all’estero. In Italia, nell’ambito del rinnovo del contratto collettivo nazionale e dei contratti integrativi aziendali presso i siti di Milano Bicocca, Bollate e Settimo Torinese. All’estero, con i rinnovi dei contratti collettivi presso siti industriali del Gruppo in diversi paesi quali: Romania, Regno Unito, Germania, Brasile, Argentina, Messico, Egitto, Turchia.

Il 18 dicembre 2014 è stata finalizzata la cessione al Gruppo Bekaert delle attività steelcord di Pirelli in Italia (Figline), Romania (Slatina) e Brasile (Sumaré) e il 5 febbraio 2015 di quelle in Turchia (Izmit). In linea con quanto già annunciato nel mese di febbraio dello scorso anno, l’accordo di cessione prevede il passaggio a Bekaert anche delle attività steelcord detenute da Pirelli in Cina (Yanzhou), la cui finalizzazione resta tuttavia soggetta alle approvazioni regolamentari da parte delle Autorità locali, che si prevede possano giungere entro il primo trimestre 2015. La vendita dello steelcord ha consentito a Pirelli di uscire da un’attività che, a fronte della strategia aziendale di focalizzazione sul segmento degli pneumatici Premium a più alta marginalità, non presentava adeguate dimensioni competitive, assicurando nel contempo un futuro al business steelcord all’interno di un Gruppo leader nelle tecnologie di trasformazione e rivestimento di cavi in acciaio.

Le Relazioni Industriali hanno un ruolo attivo anche nell’impegno del Gruppo in tema di salute e sicurezza, caratterizzate da un’attiva partecipazione sul tema da parte di sindacato e lavoratori. Il 79% dei dipendenti del Gruppo è infatti coperto da organismi di rappresentanza che periodicamente, insieme all’Azienda, monitorano e affrontano, con il supporto di specialisti, i temi correnti e i piani/programmi di sensibilizzazione e intervento in una prospettiva di dialogo continuo, finalizzato al miglioramento delle varie attività svolte da Pirelli a salvaguardia della salute e sicurezza dei propri lavoratori.

Nel corso del 2014 non sono state effettuate ristrutturazioni aziendali nel Gruppo. In ogni caso, in linea con l’approccio sostenibile dell’Azienda, a fronte dei processi di ristrutturazione vengono adottate politiche di ricollocazione professionale, mediante accordi quadro con società di primaria importanza aventi come oggetto piani di outplacement. In caso di avvio di operazioni a rilevante impatto occupazionale con ripercussioni transnazionali o a livello locale, l’Azienda agisce conformemente alle procedure e prassi di informazione e consultazione dei lavoratori previste dalle leggi.

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE)

Il Comitato Aziendale Europeo (CAE) Pirelli, costituito nel 1998, si riunisce in sede ordinaria una volta all’anno a seguito della presentazione del Bilancio di Gruppo, per essere informato sull’andamento economico, sulle previsioni economico-finanziarie, sugli investimenti realizzati e programmati, sui progressi della ricerca ecc.

L’accordo istitutivo del CAE prevede la possibilità di realizzare ulteriori incontri in sede straordinaria per adempiere agli obblighi d’informazione dei delegati, alla luce di eventi di portata transnazionale concernenti rilevanti cambiamenti degli assetti societari: apertura, ristrutturazione o chiusura di sedi, importanti e diffuse innovazioni nell’organizzazione del lavoro. I delegati CAE sono dotati degli strumenti informatici necessari allo svolgimento della propria funzione, nonché del collegamento alla Intranet aziendale utile ai fini della diffusione in tempo reale dei comunicati stampa ufficiali.

Al febbraio 2015 il Comitato è costituito da 13 membri provenienti dalle sedi dei paesi aventi diritto di rappresentanza nel Comitato medesimo, ovvero: Italia, Germania, Spagna, Svezia, Romania e Regno Unito.    

Rispetto delle prescrizioni legislativo-contrattuali in tema di lavoro straordinario, riposi, associazione e contrattazione, pari opportunità e non discriminazione, divieto di lavoro minorile e obbligato

La Politica del Gruppo è da sempre caratterizzata dal rispetto delle prescrizioni legislative e/o contrattuali in materia di orario di lavoro, ricorso al lavoro straordinario e diritto alle giornate periodiche di riposo.

Questi argomenti sono sovente materia di intese a livello sindacale, nel rispetto delle peculiarità normative di ciascun paese. La fruizione della totalità dei giorni di ferie, quale diritto di ogni lavoratore, non subisce alcuna restrizione. Il periodo viene generalmente concordato fra dipendente e Azienda. In applicazione della propria Politica di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza e Diritti nel Lavoro, Ambiente e in conformità alle prescrizioni dello Standard Internazionale SA8000®, adottato sin dal 2004 come strumento di riferimento per la gestione della responsabilità sociale presso le proprie affiliate, Pirelli verifica l’applicazione delle prescrizioni in tema di rispetto dei diritti umani e del lavoro tramite audit periodici, sia commissionati a società terze specializzate sia effettuati dalla Direzione Internal Audit. Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità dei siti Pirelli (e di quelli dei fornitori) operanti in paesi emergenti.

Il Piano triennale di Internal Auditing copre tutti i siti Pirelli. Mediamente ogni audit è condotto da due auditor e dura tre settimane in campo. Il Team di Internal Audit è stato formato sugli elementi di audit ambientale, sociale e di business ethics dai direttori di funzione al fine di svolgere un audit efficace, chiaro e strutturato, che consenta l’effettivo controllo da parte di Pirelli su tutte le istanze di sostenibilità. In base alle risultanze dell’audit, in caso di non conformità viene concordato un piano di azione tra i responsabili locali e il management centrale, con precise date e responsabilità di implementazione. La Direzione Internal Audit monitora lo sviluppo dei piani di azione condivisi, attraverso specifici follow up. Tutti i manager delle affiliate coinvolte dagli audit sono adeguatamente formati e sensibilizzati su oggetto e modalità di audit da parte delle funzioni centrali preposte, in particolare: Sostenibilità e Relazioni Industriali.

Gli auditor esterni e interni effettuano le verifiche in base a una checklist di parametri di sostenibilità derivanti dallo Standard SA8000®, dalla “Politica Pirelli di Responsabilità Sociale per Salute, Sicurezza, Diritti nel lavoro, Ambiente” e dal “Codice Etico” di Gruppo. Considerando l’ultimo triennio, nel 2012 la Direzione Internal Audit ha svolto interventi di audit in Italia, Brasile, Argentina, Venezuela e Turchia; nel 2013, in Argentina, Stati Uniti, Romania e Brasile; nel 2014, in Italia, Regno Unito e Cina. Nel 2015 gli audit proseguiranno in Egitto, Russia, Regno Unito e Messico.

Le non conformità emerse a seguito degli audit sopra citati sono state oggetto di piani di azione concordati tra i responsabili locali e il management centrale e saranno oggetto di follow up nel 2015 da parte della Direzione Internal Audit.

In nessuno degli audit sono state riscontrate violazioni dei Core Labour Standards ILO, con specifico riferimento a lavoro forzato, infantile, libertà di associazione e contrattazione, non discriminazione.    

Contenzioso del lavoro e previdenziale

Nel corso del 2014, come in passato, il contenzioso lavoristico e previdenziale è stato contenuto, grazie al mantenimento di un trend di bassa conflittualità, sostanzialmente in linea con gli anni precedenti.

Permane una condizione di contenzioso elevato in Brasile, tale da costituire, come negli anni scorsi, circa il 90% delle cause oggi in atto nell’intero Gruppo. Il contenzioso giuslavoristico è un fenomeno molto diffuso nel paese ed è legato alle peculiarità della cultura locale; in quanto tale, non riguarda solo Pirelli ma anche le altre multinazionali operanti nel territorio. In genere, le cause lavoristiche si instaurano al momento della risoluzione del rapporto di lavoro e vertono soprattutto su aspetti di interpretazione normativa e contrattuale controversi ormai da anni. È rilevante l’impegno dell’Azienda per prevenire e risolvere tali conflitti, per quanto possibile alla luce dell’elemento culturale citato, anche attraverso procedure di conciliazione.     

Indici di sindacalizzazione e agitazioni sindacali

È impossibile valutare con precisione il tasso di iscrizione a un sindacato da parte dei dipendenti del Gruppo, in quanto non in tutti i paesi in cui Pirelli è presente (oltre 160 paesi in cinque continenti) tale informazione è legittimamente rilevabile. In ogni caso, si stima che circa la metà dei dipendenti Pirelli sia iscritta a un sindacato.

Quanto invece alla percentuale di lavoratori coperti da contratto collettivo, nel 2014 si attesta al 79%. Il dato rimane connesso alle differenze storiche, normative e culturali dei diversi contesti nazionali.

I contratti collettivi sono stati rinnovati senza alcuna conflittualità e senza ore di sciopero.

Le agitazioni sindacali nel corso del 2014 hanno riguardato esclusivamente le realtà produttive italiane su azioni di sostegno a tematiche di rilevanza politico-sindacale a carattere nazionale (es. riforma del mercato del lavoro).       

Piani pensione integrativi e piani sanitari integrativi

Nel Gruppo sono presenti fondi a beneficio definito nei seguenti paesi: nel Regno Unito (il fondo è stato chiuso per tutti i dipendenti attivi a far data dal 1° aprile 2010), negli Stati Uniti (fondo chiuso alcuni anni fa per i dipendenti attivi a favore dell’introduzione di uno schema a contribuzione definita che, da allora, copre solo i pensionati e non è legato alla crescita salariale) e in Germania (piano chiuso ai nuovi assunti a partire dal 1982). Altri fondi a beneficio definito, le cui passività non sono di ammontare particolarmente significativo, esistono nei Paesi Bassi.

Il Gruppo mantiene inoltre presso le affiliate i diversi piani sanitari integrativi previsti dall’Azienda in relazione alle necessità locali. Questi si differenziano da paese a paese per livelli di destinazione e forme di copertura offerte. I piani sono gestiti da assicurazioni o fondi appositamente creati a cui l’Azienda partecipa versando una quota fissa, come avviene in Italia, o un premio assicurativo, come accade in Brasile e negli Stati Uniti.

Per la valutazione economico-patrimoniale dei sopracitati benefici si rinvia al Bilancio Consolidato, note 23 – Fondi del personale e 32 – Costi del Personale.